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[Recensione] Calafiore di Arturo Belluardo – Nutrimenti

Trama
Calafiore è un archivista bancario quarantanovenne. Obeso dai tempi dell’università e insoddisfatto del suo lavoro, trascorre l’esi­stenza accettando passivamente gli eventi finché un giorno, da vittima predestinata, perde tutto: la sua compagna, la figlia, la casa, il lavoro. Quello che dava un senso alla sua vita. E così si abbandona ossessivamente a ciò che gli rimane, un’incontenibile fame. La sua, poi, non è neanche fame: è un atroce desiderio di sapore, manifestazione primaria della sua totale incapacità di saziare altri vuoti, ben diversi da quelli gastrici.
‘Mangia per non essere mangiato’ dunque, un mantra condiviso anche da Marta e Federico, fidanzati poco più che ventenni, diventati cannibali quasi per caso e, da quel momento, socialmente impegnati a scalare la piramide alimentare per rovesciarne il sistema di potere. L’ambizioso progetto però è destinato a vacillare quando Calafiore, rapito dai due ragazzi, decide coraggiosamente di raccontare la sua storia appena prima che questi comincino a banchettare con il suo adipe.
In una sequela di episodi esilaranti e di patetici tentativi di dimagrire, il tragico si fonde con il comico, il pulp fa la sua parte, e tutto l’insieme invita a riflettere sul nostro difficile rapporto con il cibo in una parodia più che verosimile del gigantesco ingranaggio finanziario che trasforma, a loro volta, i consumatori in un enorme pasto.

La mia opinione

Premessa doverosa per i lettori: NON leggete questo libro se siete a dieta, potrebbe farvi ricadere nel tunnel del cibo!

Buongiorno lettori e lettrici, oggi vi parlo di una delle mie letture estive “Calafiore” di Arturo Belluardo, una piacevole scoperta degli ultimi mesi. Come vi ho ironicamente (ma non tanto) anticipato nella premessa, si tratta di un libro che ho ricevuto qualche mese fa, ma che ha dovuto attendere nella mia libreria in quanto (come chi mi segue su instagram sa) stavo affrontando una dieta durissima e Calafiore non era proprio il libro per il momento.
Appena ho letto la trama, tuttavia, mi ha incuriosita molto, per cui quando ho finito la dieta ho capito che era arrivato il suo turno. Posso dirvi che, per le prime pagine del romanzo, l’attesa della fine della dieta è stata una scelta quanto mai saggia!
Infatti, il povero Calafiore è un archivista bancario che ama mangiare: in realtà, il suo rapporto con il cibo è molto strano, è come se sentisse un vuoto dentro di sé che in qualche modo ha bisogno di colmare. Lui non ne è pienamente consapevole all’inizio della sua storia, ma si tratta di un vuoto che si porta dietro sin da piccolo, quando ha iniziato ad ingrassare. Gli affetti di Calafiore, infatti, sono sempre stati molto precari. Quando la sua storia inizia, la sua vita si svolge tranquillamente con Serena e Giada, rispettivamente la compagna e la figlia della compagna. Serena inizia a fare pressioni a Calafiore affinché si metta a dieta, complici i vari programmi televisivi e la fondamentale Ministra della Sanità Lorenzin (leggendo il libro capirete che ruolo ha nella storia!!).
Calafiore inizia così il suo percorso fatto delle diete più disparate, tentativi falliti di iscriversi in palestra, in un lento declino al quale il lettore assiste a tratti divertito e a tratti con forte empatia verso Calafiore, che è un po’ il gigante buono che ci si sente in dovere, come lettori, di proteggere in qualche modo.
La vita di Calafiore scorre così, tra regimi alimentari improbabili e un lavoro che lo frustra. Finché non si imbatte in due strani personaggi, Marta e Federico, diventati cannibali per caso: potete solo immaginare lo scopo dei due nel rapire il nostro povero Calafiore.
E così, alternando i racconti di Marta e Federico con quelli di Calafiore, Arturo Belluardo ci offre un perfetto spaccato della vita dell’italiano medio, che sa essere allo stesso tempo cinica e ironica. Dalla politica ai programmi trash, dal razzismo allo sfruttamento degli immigrati, fino alla verità più cruda: spesso quello che siamo è solo il frutto di un disagio, qualcosa che ci portiamo appresso da quando siamo piccoli. Possibile liberarsene? Lo scoprirete leggendo le bellissime pagine di Calafiore, che, scusate il gioco di parole, è decisamente un libro da divorare!

Voto finale: 5/5