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[Review Party] Un pianoforte di Chris Cander – Nord

Trama

Unione Sovietica, 1962. Katja ha sette anni quando il suo vicino di casa le regala un pianoforte. Lei ancora non lo sa, ma quel dono inatteso le cambierà la vita. Katja scopre infatti di avere il talento per diventare una grande musicista, e non importa dove la porteranno gli eventi della vita, gli studi e il matrimonio: lei e il suo pianoforte rimarranno inseparabili. Almeno finché il marito non decide di fuggire in America, costringendola a lasciarsi tutto alle spalle… Stati Uniti, oggi. Un’altra relazione fallita, un altro trasloco da fare in pochissimo tempo. Abituata a cambiare spesso città e amori, trascinandosi dietro un’inguaribile insoddisfazione, Clara non ha molto da impacchettare. A parte un vecchio pianoforte. Sebbene lei non sappia suonare, non riesce a disfarsene, perché è stato l’ultimo regalo del padre prima di morire. Questa volta, però, nell’affannato tentativo di spostarlo, Clara si rompe una mano. È l’ultima goccia. Frustrata, si convince finalmente a liberarsi di quel peso, pubblicando un annuncio su Internet. Un gesto impulsivo di cui si pente subito. Purtroppo, però, si è già fatto avanti un acquirente: un uomo che ha viaggiato a lungo per ritrovare proprio quel pianoforte, e che non è disposto a rinunciarci per nulla al mondo…

La mia opinione

Ben ritrovati lettori e lettrici per un altro weekend libroso! Oggi vi parlo di “Un pianoforte” di Chris Cander, pubblicato il 29 agosto dalla casa editrice Nord, in occasione del Review Party che abbiamo organizzato con altre amiche bloggers!

Il romanzo si apre con il racconto (molto veloce) della realizzazione di un pianoforte in Germania. Accompagnando il proprietario tedesco, il pianoforte arriva fino a Leningrado, negli anni 60, dove verrà adottato dalla piccola Katja.

Inizia così ad alternarsi la storia di Katja negli anni 60, fatta di privazioni portate dal regime comunista, e quella di Clara, ambientata invece dai giorni nostri.

Due donne che non hanno granché in comune, almeno apparentemente, tranne proprio il forte legame con questo pianoforte, ingombrante ma amato da entrambe, seppur per ragioni diverse. Mentre Katja, infatti, è una pianista di talento che ritrova sé stessa dopo il trasferimento della sua famiglia negli Stati Uniti solo attraverso la musica, Clara non riesce a suonare. Nonostante le lezioni prese, frutto di un desiderio del padre, Clara non ha mai imparato a suonare quel vecchio pianoforte: tuttavia, se lo porta dietro ad ogni trasloco perché è l’ultimo regalo che ha ricevuto dal padre prima della sua tragica scomparsa. 

La storia vera e propria inizia quando Clara decide di vendere il pianoforte, in un’impulso improvviso, ma immediatamente dopo la vendita si pente… Conoscerà così l’uomo che avrebbe voluto acquistare il suo strumento e scoprirà tutti i segreti che hanno accompagnato quel pianoforte, che è legato al suo passato e, sopratutto al passato di suo padre, più di quanto lei possa immaginare.

Il romanzo è piacevole e scorrevole. Come spesso accade nei romanzi pubblicati dalla Nord, passato e presente si intrecciano, ricordandoci che, alla fine, siamo sempre frutto del nostro passato che, per quanto possiamo nascondere nei meandri della nostra mente, specie se è doloroso, non ci abbandona mai.
Mi è piaciuta moltissimo la storia di Katja, mentre non sono riuscita a provare particolare empatia verso Clara, una donna apparentemente forte e indipendente ma che, nella sua vita, si è di fatto sempre fatta trascinare dalle circostanze. Il suo attaccamento verso questo oggetto, con viaggi improvvisi, risulta un po’ inverosimile e, forse proprio per questo, non permette al lettore di immedesimarsi completamente nel personaggio principale. 

Particolarmente interessanti, invece, le descrizione dei luoghi: dopo l’ultima pagina, infatti, vi verrà voglia di mollare tutto e partire verso l’affascinante Death Valley. L’autrice riesce perfettamente a far rivivere tutte le sensazioni che immagino possano provarsi di fronte ad uno spettacolo della natura simile.

In generale, un romanzo carino, che scorre in fretta, ma nulla di particolarmente entusiasmante.

Voto finale: 2,5/5